La relazione ansioso-evitante: perché questo "squilibrio magnetico" è così incredibilmente comune?
- Nov 4, 2025
- 3 min read

This Article Is Available In
Mai visto? La persona che ama mandare messaggi tipo "ci sei?" alle 2 del mattino sta sempre, chissà come, con la persona che scrive un messaggio e poi lo cancella. È la dinamica classica: una persona che brama una connessione costante e una che sembra avere una via di fuga permanentemente installata. È un puzzle romantico sconcertante, eppure è una delle coppie più comuni in circolazione. Perché la calamita del "troppo vicino" trova sempre la calamita del "troppo lontano"?
Non è solo una coincidenza, è psicologia. Tutto si riduce al nostro "stile di attaccamento", una sorta di impronta emotiva che riceviamo dalle nostre primissime esperienze e che modella il modo in cui vediamo l'intimità. Alcuni di noi imparano che per sentirsi al sicuro hanno bisogno di molte rassicurazioni e vicinanza: questo è il lato ansioso. Altri imparano che per sentirsi al sicuro devono essere autosufficienti e mantenere un po' di distanza emotiva: ecco l'evitante. Nessuno dei due è "sbagliato", è solo un sistema operativo diverso per l'amore.
Allora perché questi due poli opposti fanno sempre "swipe a destra" l'uno per l'altro? Penseresti che si respingano come due calamite dal lato sbagliato. Ecco il segreto: sono entrambi profondamente insicuri, solo in modi diversi. Il partner ansioso teme di essere abbandonato, mentre il partner evitante teme di essere soffocato. In uno strano scherzo del destino, vedono inconsciamente nell'altro qualcosa di cui pensano di aver bisogno. La persona ansiosa scambia la distanza dell'evitante per affascinante indipendenza. La persona evitante è attratta dal calore del partner ansioso, anche se la terrorizza. È la premessa perfetta per un ciclo doloroso... se non sai come fermarlo.





