Il rally dell'oro globale: Più che un asset, è un allarme
- Nov 5, 2025
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I metalli stanno vivendo un momento d'oro. I prezzi dell'oro hanno superato per la prima volta i 4.000 dollari l'oncia e l'argento ha raggiunto il prezzo più alto da oltre quarant'anni. Ma questa euforia, visibile dai mercati dei capitali alle vie dello shopping, non è solo una questione di profitto; è il sintomo di una profonda ansia globale. Come ha osservato un analista, quando si assiste a un'impennata del prezzo dell'oro, la prima domanda da porsi dovrebbe essere: "Cosa è andato storto?"
Ciò che è andato storto è un crollo della fiducia nei beni rifugio tradizionali. Per decenni, in tempi di turbolenza, gli investitori hanno cercato sicurezza nel dollaro USA e nei titoli del Tesoro americano. Quell'era sta svanendo. Il dollaro ha registrato il suo più grande calo semestrale degli ultimi 50 anni, mentre l'oro, un asset senza controparte e indipendente dall'influenza governativa, è diventato il rifugio preferito.
Questo cambiamento è noto come "The Debasement Trade" (la scommessa sulla svalutazione), l'idea che la fiducia nel dollaro "non sia più quella di una volta". Questa erosione della fiducia non è solo un sentimento astratto; è una risposta diretta alla percepita politicizzazione delle principali istituzioni finanziarie statunitensi. La Federal Reserve, a lungo considerata un "baluardo della stabilità finanziaria globale", sta ora affrontando pressioni pubbliche da parte della Casa Bianca per abbassare i tassi di interesse, mettendo in discussione la sua preziosa indipendenza.

Questa crisi di fiducia è stata usata come arma nel 2022. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, la decisione del G7 di congelare i beni della banca centrale russa detenuti all'estero ha inviato un'onda d'urto nelle tesorerie di tutto il mondo. Quella singola mossa ha agito da catalizzatore, spingendo le nazioni a ripensare radicalmente la loro esposizione. Il consenso è stato chiaro: dovevano "diversificare dal dollaro" per proteggersi dalla rete a strascico di future sanzioni statunitensi.
Gli attori più significativi di questo nuovo rally dell'oro non sono gli investitori al dettaglio, ma le banche centrali mondiali. Secondo il World Gold Council, il 2024 segna il terzo anno consecutivo di massicci acquisti istituzionali, con le banche che acquistano circa 1.000 tonnellate all'anno, un'inversione netta rispetto alle vendite nette dei primi anni 2000. La Cina è stata l'acquirente più importante, riducendo strategicamente le sue riserve di titoli del Tesoro USA per acquistare oro. Per la People's Bank of China, questo è un passo chiaro verso la promozione di un mondo "meno dipendente dal dollaro".
Questo cambiamento sistemico è amplificato da altre forze. Gli ETF garantiti da oro hanno aperto il mercato a una nuova generazione di investitori che possono scommettere sul prezzo del metallo senza mai possedere un lingotto fisico. Inoltre, il "tema della svalutazione" ha sollevato anche altri metalli preziosi, come il platino e l'argento, che sono visti anch'essi come una copertura contro il debito sovrano delle economie sviluppate.
CRUX
Non si tratta di una semplice bolla delle materie prime. L'ascesa storica dell'oro è un barometro dell'instabilità geopolitica. È una fuga verso un bene antico e tangibile in un'era definita da alleanze che si fratturano, conflitti commerciali e una profonda preoccupazione che i pilastri tradizionali del sistema finanziario globale non siano più affidabili. Sebbene alcuni discutano della sua longevità, le tendenze secolari di un "momento geopolitico molto fragile" che alimentano questo rally rimangono saldamente in atto.
Finché queste profonde tensioni persisteranno, la corsa ai beni rifugio come l'oro è destinata a continuare.




