Il tango delle tariffe: gli Stati Uniti impongono all'India una tassa del 50%, ma c'è un vero vincitore?
- Aug 27, 2025
- 3 min read
HOMEÂ Â > NEWS - BUSINESSÂ Â > BUSINESS NEWS

This Article Is Available In
In quella che sembra una scena d'altri tempi, gli Stati Uniti hanno nuovamente usato l'arma dei dazi, questa volta imponendo una pesante tassa del 50% sulle merci importate dall'India. Questa mossa audace è volta a punire l'India per il suo continuo acquisto di petrolio greggio russo a prezzo scontato. Ma invece di cedere alla pressione, l'India sta tracciando le sue linee rosse, affermando il suo diritto all'autonomia strategica e segnalando che questa guerra commerciale non sarà un affare a senso unico.
L'India si trova in una posizione particolare. Ă tra i Paesi che affrontano i dazi piĂš alti dell'amministrazione Trump, eppure vede un'importante doppia morale in gioco, sottolineando che altri grandi acquirenti di petrolio russo, come la Cina, non stanno subendo le stesse sanzioni. New Delhi non si limita a restare ferma; sta passando all'offensiva con un messaggio chiaro: gli interessi della nazione sono di primaria importanza e non saranno influenzati da pressioni esterne.
Questa posizione ferma non è solo una dichiarazione politica; è supportata da una solida strategia economica. Il governo sta già accelerando le "riforme di nuova generazione" e prevede di semplificare la sua imposta su beni e servizi (GST) in un sistema a due livelli, una mossa che si prevede possa stimolare la spesa dei consumatori e dare un sano impulso al PIL. Anche la Reserve Bank of India si è impegnata a proteggere l'economia da eventuali ricadute. Ma mentre i dazi entrano in vigore e le industrie si preparano a un potenziale calo del 20-30% delle esportazioni, cosa servirà all'India per dimostrare al mondo che la sua resilienza economica è piÚ che semplice retorica?




